sabato, 07 novembre 2009

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YES, WE CAN. GUARIRE DI CANCRO SI PUO'

Archiviato da cestodiciliegie in: buone notizie, informazione
Di Umberto Veronesi
Guarire di cancro si può, lo sappiamo. Ora la domanda è cosa significa e per chi vale la guarigione. Non è un dettaglio. Quando parliamo di malattia ogni singola parola conta, ogni sfumatura ha un senso per tracciare il confine fra realtà e speranza. La realtà è che oggi guariscono piu’ della metà dei malati di tumore, e per guarigione intendiamo un periodo significativo (diciamo decine di anni, perché il “per sempre” è una definizione che non appartiene alla scienza) di buona qualità di vita. Penso che questo sia un nuovo punto importante del principio del guarire : nel valutare la vita senza malattia c’ è un “quanto”, ma c’ è anche un “come”. E in questo come, ci sono i progressi più straordinari della ricerca oncologica. A volte si tratta di contenere il più possibile la malattia, renderla cronica, compatibile con una vita normale, guadagnando tempo per le nuove cure, che nel frattempo la ricerca troverà. In alcuni casi si tratta di guadagnare giorni per capire se il tumore ha un tallone d’ Achille, un punto debole inaspettato che lo può rendere vulnerabile alle nostre cure. Andrebbe subito chiarito che parlare di guaribilità del “cancro”, è una sorta di convenzione. Sotto questo nome la scienza ha riunito infatti almeno cento malattie diverse, che hanno manifestazioni comuni o simili, e che soprattutto hanno la stessa origine ( un danno al DNA) , per poterle studiare più facilmente. Per questo dire cancro è un po’ come dire infezione o virus, termini con cui ci riferiamo a diversi processi infiammatori o attacchi virali in organi diversi del nostro corpo. Quindi, il 50% di guaribilità significa che molti tipi di tumore guariscono nella gran maggioranza dei casi, e altri invece sono ancora fuori controllo. In ogni caso il risultato è che oggi curiamo più forme di tumore e le curiamo meglio. Primo perché siamo riusciti ad anticipare la diagnosi, grazie ad una nuova cultura della malattia. Fino a pochi anni fa, quando il cancro era “l’ innominabile” , i nostri nemici erano la negazione e la rimozione. Oggi a queste si sono sostituite la consapevolezza e la partecipazione, che hanno innescato un meccanismo virtuoso nei confronti delle terapie, incoraggiandole a varcare nuove frontiere. La chirurgia è stata la prima a trarne i vantaggi. Di fronte a tumori di dimensione sempre più ridotta (per il tumore del seno siamo arrivati all’ impalpabile, cioè una lesione che neppure la mano esperta del senologo, ma solo la tecnologia, riesce ad individuare) i chirurghi sono stati stimolati a inventarsi tecniche più conservative, che evitassero, ove possibile, le mutilazioni. Anche nel mio caso è stato così: mai avrei potuto pensare di osare l’ abbandono della rimozione totale del seno malato, che non più di trent’ anni fa era un dogma inderogabile per l’ efficacia della cura, se non me l’ avessero chiesto donne con tumori molto piccoli, in nome della loro vita e della loro bellezza. Il modello della chirurgia è stato seguito a ruota dalla radioterapia che è diventata più mirata ed oggi ricerca nuove particelle, come gli adroni, che garantiscono il minimo di invasività arrivando ad aree fino a ieri irraggiungibili, come certe parti dell’ occhio. Ai raggi intelligenti sono seguiti i farmaci intelligenti, (vale a dire le molecole che non distruggono le cellule sane del nostro corpo) che, anche se sono ancora poco numerosi, hanno segnato una svolta enorme per il futuro, perché sono la prova concreta che anche la farmacologia ha abbandonato l’ equazione più distruzione uguale più efficacia. Alla ricerca della mininvasività per la qualità della vita si è attivata tutta la scienza: oggi ci sono terapie sperimentali con ultrasuoni, con isotopi radioattivi, con nuove tecniche di radiazioni come Cyberknife, con il calore, con il laser e così via. Anche la tecnologia ha dato una spinta fortissima al miglioramento delle cure attraverso la rivoluzione della diagnostica per immagini. Per risolvere dubbi diagnostici occorrevano anni, mesi; oggi gli anni sono diventati giorni e i mesi ore. Ultima conquista, e non per importanza: abbiamo rimosso quasi interamente dal percorso di cura il dolore, che per retaggi culturali antichi era considerato quasi una necessità insita nella malattia. Oggi si sta diffondendo il modello di ospedale senza dolore, dove la sofferenza fisica è considerata un effetto collaterale da annullare, un parametro da misurare e considerare nella scelta delle terapie, un sintomo inutile e dannoso, che ha il solo risultato di togliere lucidità e, a volte, dignità alla persona malata. Tutto questo ha contribuito a mettere fine al “terrorismo” del cancro, quando le cure erano uno spauracchio maggiore della malattia stessa, tenendo lontana la gente dalla diagnosi precoce. Certo sappiamo bene che questo non basta e che ci sono punti deboli e anelli mancanti. Per alcuni tumori ancora non abbiamo strumenti di diagnosi precoce, per altri non riusciamo a cambiare i comportamenti che li provocano, come per il fumo di sigaretta, che continuaa causare vittime di cancro del polmone. Parallelamente aumenta il numero di nuovi casi di cancro per le note ragioni “ambientali”, come gli stili di vita e gli agenti cancerogeni, su cui però la ricerca scientifica non può attivamente intervenire, se non producendo la conoscenza necessaria all’ azione. Cosa che ha fatto in modo sorprendente negli ultimi 40 anni. Il processo conoscitivo realizzato è enorme ed ha prodotto una rivoluzione che ancora non trova il suo specchio nelle applicazioni. Oggi sappiamo che le lesioni più frequenti responsabili dei tumori sono solo una decinae questo significa che l’ ideazione di farmaci capaci di colpire selettivamente le cellule tumorali, che presentano queste lesioni, è una prospettiva reale. Oggi di cancro ci si ammala di più, ma si iniziaa morire di meno edè il momento in cui la traduzione dei risultati della ricerca in benefici reali per i malati da ipotesi comincia a diventare possibilità concreta.

La Repubblica 07.11.09
martedì, 27 ottobre 2009

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Chemioterapia, malati di tumore e vaccino antinfluenzale

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Gli esperti dicono come orientarsi fra le proposte vaccinali di quest'anno e come affrontare le paure

 
 

CHE COSA DICE IL MINISTERO – Si partirà a metà ottobre con le vaccinazioni contro la nuova influenza A. Le indicazioni sono fresche fresche: le persone con un tumore sono comprese nelle categorie a rischio che avranno la priorità nell’offerta vaccinale (comunicazione ministeriale dell’11 settembre). Per la «solita» influenza di stagione, invece, l’immunizzazione resta raccomandata a bambini, ragazzi e adulti «affetti da malattie degli organi emopoietici ed emoglobinopatie, tumori, malattie congenite o acquisite che comportino carente produzione di anticorpi, immunosoppressione indotta da farmaci o da HIV, patologie per le quali sono programmati importanti interventi chirurgici» (circolare del Ministero del Lavoro, salute e politiche sociali per la prevenzione e il controllo dell’epidemia stagionale d’influenza 2009-2010).

PIÙ FRAGILI - - «I pazienti affetti da tumore devono vigilare nei confronti della nuova influenza come per qualsiasi altra patologia . La nuova A è magari più contagiosa dell’influenza stagionale, ma non è certo più pericolosa. Detto ciò, bisogna tenere presente che parliamo comunque di persone più fragili, che non rischiano più delle altre di ammalarsi, ma rischiano più complicanze una volta ammalate, dunque è fondamentale discutere le misure precauzionali e l’eventuale vaccinazione con il medico curante e con il proprio oncologo». Importante valutare caso per caso, aggiunge Marco Venturini, segretario Aiom (Società italiana di oncologia medica ) anche perchè con la cosidetta «suina» «ci troviamo di fronte a un’influenza nuova e un vaccino nuovo, di cui sappiamo ancora poco».

NUOVA «A»,LE CURE CI SONO E FUNZIONANO - In ogni caso, già ora i malati di tumore, in quanto parte delle categorie a rischio, possono usufruire di una profilassi e di una terapia efficaci con farmaci antivirali» rammenta Claudio Viscoli, che dirige la clinica Malattie Infettive dell’università di Genova e da tempo collabora con l’Aiom. La profilassi è da seguire se si è esposti al contagio per un contatto stretto con un ammalato («un convivente, ad esempio; un collega o il vicino di casa non è da intendersi un contatto stretto» precisa Viscoli), la terapia se invece ci si ammala. E poi, al solito, è bene «vaccinarsi» anche contro il virus della paura immotivata. Ben vengano le precauzioni purché di buon senso, invoca Viscoli: «Tanto per capirsi, mettere la mascherina per portare la bara di un defunto (com’è accaduto con il paziente deceduto a Napoli (com’è accaduto con il paziente deceduto a Napoli) non è buon senso. Ed è inutile andare nel panico per un colpo di tosse sull’autobus: l’influenza, vecchia e nuova, non è un raffreddore. E se non c’è febbre a 38 gradi, 38 e mezzo, con sintomi respiratori e, più raramente, gastrointestinali, non è influenza».

MEGLIO IL PARCO DELLO STADIO - Suina o meno, è impossibile dare indicazioni buone per tutti, chiarisce subito un infettivologo esperto come Mauro Moroni, che per molti anni ha diretto il Dipartimento malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano: «Sarebbe fuorviante. Solo i medici curanti possono valutare lo stato del malato e l’eventuale rapporto costo-beneficio del vaccino. Per rispondere al signore con un linfoma, ad esempio, bisognerebbe conoscere i valori ematologici, sapere quando ha concluso le terapie e quali sono state, se soffre di anemia, se ha avuto allergie e via dicendo». E la signora tifosa di basket? «Tutte le persone che, per malattie tumorali o altro, hanno problemi cardiaci, respiratori, sono immunodepresse, farebbero meglio ad evitare i luoghi affollati, da adesso in poi (con l’autunno, inizia la stagione più propizia per la trasmissione delle malattie infettive, non solo della «suina») – risponde Moroni -. La pallacanestro è meglio vederla in tv, e uscire piuttosto per fare una bella passeggiata all’aria aperta».

GLI ONCOLOGI – Con l’autunno alle porte, dunque, è bene tutelarsi. Secondo Marco Venturini, il messaggio da far passare è chiaro: «Ai malati di cancro il vaccino per l’influenza di stagione è raccomandato, anche se stanno facendo chemioterapia (ci sono vaccini particolari che possono essere somministrati con tranquillità). Anche perché la chemioterapia per tumori solidi non provoca una forte immunosoppressione ». Già, perché spesso il rischio è che il vaccino faccia un buco nell’acqua: «Ai pazienti in trattamento ormonale lo consigliamo sempre - spiega Giuseppe Curigliano, vice direttore della divisione di Oncologia medica dell’Istituto europeo di oncologia di Milano -; quelli in chemioterapia invece ottengono risultati meno efficaci perché hanno una risposta immunitaria più debole. Devono quindi stare un po’ più attenti nel prevenire il contagio, evitando contatti con persone a rischio e prestando attenzione ai sintomi precoci, per procedere tempestivamente a una terapia con antivirali».

L’EMATOLOGO –Diverso può essere il discorso per chi è in cura per leucemie, linfomi o mieloma. «Una volta finiti i trattamenti da almeno tre settimane, è consigliabile provvedere alla vaccinazione antinfluenzale» suggerisce Alberto Bosi, responsabile dell’unità funzionale di Ematologia dell’università di Firenze, che a breve inizierà a rispondere agli utenti di Sportello Cancro dal forum di ematologia. Per chi è in trattamento la vaccinazione non è pericolosa, ma rischia di essere inefficace, perché le terapie immunosoppressive riducono la reazione dell’organismo. Un po’ più complessa la situazione dei pazienti sottoposti a trapianto di midollo osseo, che devono fare riferimento ai centri presso cui sono stati assistiti».

IL PEDIATRA – – Anche chi si occupa dei pazienti giovanissimi, e ogni giorno cerca di rispondere alle preoccupazioni dei genitori, preferisce la cautela. «Spesso i bambini affrontano terapie oncologiche particolarmente intense, che mettono davvero a dura prova il loro sistema immunitario – spiega Maurizio Mascarin, pediatra e radioterapista, nonché responsabile dell’Area giovani del Centro di riferimento oncologico di Aviano -. Ecco perché prima di pensare a far vaccinare un piccolo malato, tendiamo a proteggerlo con un “cordone sanitario” per evitare che sia contagiato da chi gli vive accanto, e suggeriamo piuttosto la vaccinazione antinfluenzale a mamma, papà, fratelli e sorelle».

Donatella Barus
(Fondazione Veronesi)
 13 ottobre 2009

lunedì, 26 ottobre 2009

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Un grazie e ...una zuppa!

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Con la fiaccolata rosa che si è tenuta venerdì sera per le vie del centro di Modena abbiamo concluso le nostre iniziative dedicate al mese della prevenzione del tumore al seno. Ringraziamo con grande affetto le oltre 150 persone che hanno partecipato a questa manifestazione, dimostrando il loro sostegno nei confronti di chi affronta questa esperienza e il loro impegno a diffondere insieme a noi la cultura della prevenzione.
Presto metteremo sul questo blog le foto della fiaccolata e dell'incontro con il Prof Conte, che ci ha illustrato con una lezione magistrale l'importanza e l'efficacia della prevenzione primaria e secondaria dei tumori della mammella.
Cogliamo ancora una volta l'occasione per dire grazie a tutti coloro che hanno collaborato con noi e reso possibile le nostre inizative e a tutti gli amici del web che ci sostengono anche da grande distanza, e ricordiamo infine che, anche se l'Ottobre rosa volge ormai al termine, le attività de Ilcestodiciliege preseguono sempre, tutti i mesi dell'anno, e alla grande!

Ma sempre per restare in tema di prevenzione, oggi vogliamo svelarvi un insospettabile lato piacevole della questione. Per introdurci nell'autunno inoltrato vi suggeriamo una zuppa a base di ingredienti di stagione, che oltre ad essere buona è sicuramente anche molto salutare. La ricetta è tratta dal libro "Le Zuppe" della Collana del Cesto.

Zuppa "La sbroscia"

Ingredienti:
300 g di zucca
300 g di fagioli
1 costa di sedano
1 carota
1 cipolla
2 spicchi d'aglio
Prezzemolo
Salvia
8 fette di pane nero casalingo
Olio extravergine d'oliva

Preparazione:
Lessare i fagioli con la salvia e la cipolla. Far bollire una pentola d'acqua. Soffriggere in 5 cucchiai di olio d'oliva carota, sedano, cipolla, prezzemolo e aglio tritato per 10 minuti. Versare il trito nell'acqua bollente. Aggiungere la zucca a pezzie, una volta cotta, i fagioli lessati. Lasciare cuocere per 20 minuti. Correggere il sapore con sale e pepe. Servire su fette di pane nero integrale casalingo.
E' un'antica zuppa dei conventi francescani, molto povera ma molto buona.

Buon appetito!
domenica, 18 ottobre 2009

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Al via il nostro corso di TAIJI QUAN (Arte di lunga vita )

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Tra le iniziative previste per quest’anno dalla nostra associazione, ricordiamo che dall'inizio di novembre 2009 alla fine di maggio 2010 presso la sede del Ilcestodiciliege, si terrà il corso di Taiji Quan.
Il Taiji Quan, arte marziale cinese, si fonda su un insieme di regole i cui principi appartengono al grande patrimonio di tradizioni taoiste volte alla conoscenza della natura in cui siamo immersi e dell'energia di cui tutto il nostro essere è permeato. La pratica costante del Taiji Quan conduce alla consapevolezza di sé come unità indissolubile di corpo, mente ed energia. L'aspetto terapeutico e di profilassi, qualificano quest'arte come disciplina eccellente per il mantenimento della salute e per il progressivo miglioramento di una vasta gamma di patologie. Ricordiamo che lo scopo principale del Taiji Quan è “il prolungamento della vita e il non invecchiare” (Wu Yuxiang).

Il corso organizzato da Ilcestodiciliege in collaborazione con l’Associazione La Tigre Bianca di Modena è indirizzato allo studio dello stile Yang e non prevede limiti d'età.

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martedì, 13 ottobre 2009

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Una Fiaccolata Rosa per la prevenzione dei tumori del seno per le vie del centro di Modena

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fiaccolata_350A coronare le iniziative di questo mese ROSA tutto dedicato alla prevenzione dei tumori del seno, Venerdì 23 Ottobre vi aspettiamo per la fiaccolata che si snoderà per le vie del centro di Modena. Chi ha partecipato all'evento dell'anno scorso sa quanto sia emotivamente coinvolgente percorrere questa strada tutti insieme, tenendo alta la fiaccola che simboleggia la speranza e la solidarietà di tutta la popolazione nella lotta ai tumori della mammella. Ci auguriamo di vedervi partecipare in tanti anche quest'anno, e vi ricordiamo che alla fine della manifestazione, che vedrà come madrine le stiliste Maria Grazia e Francesca Severi, ci sarà anche la possibilità di scambiarci un sorriso e un abbraccio e di sgranocchiare insieme qualcosa di buono e salutare!
A presto!

venerdì, 09 ottobre 2009

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Una Rosa dei Venti soffia sulla vela della prevenzione

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rosadeiventi_invito
Vi aspettiamo numerosi il giorno 21 Ottobre 2009 alle ore 17.30 presso il teatro S.Carlo di Modena per ascoltare la lezione magistrale del professor Pier Franco Conte, Direttore Oncologia Medica Policlinico di Modena, Dipartimento Oncologia ed Ematologia e Malattie apparato respiratorio dell'Università di Modena e Reggio Emilia.
Il Professore ci parlerà di tutto ciò che oggi contribuisce a dare tante speranze in più alle donne impegnate nella lotta contro i tumori del seno.
Siete invitati tutti a partecipare alla lezione per conoscere meglio insieme a noi questa Rosa dei Venti che soffia sulla vela della prevenzione e per aiutarci a diffonderla il più possibile. Grazie!!!

giovedì, 08 ottobre 2009

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mercoledì, 07 ottobre 2009

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Individuato un gene chiave del cancro al seno

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Mentre il nostro ottobre rosa procede tra iniziative e campagne di sensibilizzazione, vi segnaliamo ancora una volta una buona notizia sul fronte della ricerca, sperando che anche questa porti presto alla messa a punto di nuovi farmaci sempre più "intelligenti" per combattere il tumore al seno.

(AGI) - Londra, 6 ott. - Identificato un nuovo gene che sembra essere implicato in meta' di tutti i casi di cancro al seno. Questo gene, chiamato 'NRG1', ha il compito di impedire che le cellule tumorali si sviluppino, ma i suoi malfunzionamenti possono portare all'insorgenza del cancro. "Questa scoperta e' un enorme passo avanti nella ricerca contro il cancro, uno dei risultati piu' importanti degli ultimi 20 anni", ha detto Paul Edwards dell'University of Cambridge (Inghilterra), autore dello studio pubblicato sulla rivista Oncogene. "NRG1 e' un gene responsabile del funzionamento della morte cellulare programmata", ha spiegato Edwards. "Quando il Dna delle cellule viene danneggiato - ha continuato - 'NRG1' impedisce la loro replicazione ordinando loro di 'suicidarsi'. In questo modo la crescita incontrollata di cellule maligne viene bloccata". Ma se il gene non funziona, dicono i ricercatori, le cellule danneggiate sono libere di moltiplicarsi, portando alla formazione di un tumore. Nei campioni di cancro analizzati da Edwards e colleghi, infatti, delle grosse parti del cromosoma 8, dove il gene 'NRG1' si trova, sono danneggiate o mancanti, e almeno parte della sequenza di NRG1 e' mancante. "Questo gene e' il piu' importante soppressore del cancro scoperto negli ultimi 20 anni", ha detto Edwards. "E' implicato in meta' dei casi di cancro al seno - ha proseguito - e, secondo i nostri risultati, potrebbe esserlo anche in meta' dei casi di cancro agli intestini e alla prostata, e in un quarto di quelli alla vescica e alle ovaie". Per Arlene Wilkie della Breast Cancer Campaign che ha finanziato lo studio, la scoperta e' "un enorme passo avanti nella comprensione della genetica del cancro".
Fonte: AGIsalute , Rainews24

venerdì, 02 ottobre 2009

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Il nostro Ottobre Rosa 2009

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Come promesso, eccovi i dettagli delle inizative a favore della prevenzione del tumore del seno previste dalla nostra associazione per questo Ottobre Rosa.
Ilcestodiciliege organizza visite senologiche gratuite per donne di tutte le età giovedì 15 ottobre presso la sede di via C. Menotti n. 137 a Modena; per prenotazioni telefonare al numero 349-1575298, ore 9.30-13 e 15-20.
Sempre per sensibilizzare la popolazione alle tematiche della prevenzione e della cura del tumore del seno, mercoledì 21 ottobre alle ore 17,30 presso il Teatro San Carlo di Modena si terrà una Lettura Magistrale del prof. Conte,  direttore del Dipartimento di Oncologia ed Ematologia del Policlinico di Modena.
Infine, per venerdì 23 ottobre proponiamo una fiaccolata patrocinata dal Comune di Modena, con ritrovo in piazzale S.Agostino alle 18.30, partenza alle 19.00 e arrivo in Piazza Grande. Le madrine della manifestazione saranno le stiliste Maria Grazia e Francesca Severi.

Vi segnaliamo inoltre che nell’ambito della campagna internazionale “Nastro Rosa”, promossa in provincia da LILT e Azienda sanitaria, si accenderanno di rosa i seguenti monumenti: a Carpi la Torre dell’orologio di Palazzo Pio (dal 9 – cerimonia di accensione alle 19.30 – al 16 ottobre), a Mirandola il Castello Pico e il Municipio (dall’1 al 31 ottobre, con incontro di presentazione giovedì 1 ottobre ore 19.00 presso il Municipio), a Sassuolo piazza Garibaldi e la Torre dell’orologio (dal 3 – cerimonia di accensione alle 19.00 – al 31 ottobre), a Fiorano il Municipio (dal 5 al 12 ottobre), a Formigine la Torre dell’Orologio (dal 15 al 31 ottobre), a Maranello la rotonda del centro e il Monumento a Enzo Ferrari (dall’1 al 31 ottobre), a Montefiorino Oratorio degli Zerbini (dal 24 ottobre – cerimonia di accensione alle 18.30 – al 1 novembre), a Fiumalbo Oratorio di S.Rocco (dal 18 al 31 ottobre), a Montecreto piazza Martiri di Ungheria (dal 23 al 31 ottobre), a Pievepelago ex Municipio (dall’1 al 31 ottobre), a Bastiglia il murale “Le quattro stagioni” (dal 9 al 31 ottobre) e a San Cesario la Torre civica (fino al 30 ottobre).

Per altre informazioni:Modena: un mese di iniziative per la prevenzione dei tumori – sesta edizione


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Un'immagine della fiaccolata rosa dell'Ottobre 2008
giovedì, 01 ottobre 2009

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Grande successo della Race for the Cure di Bologna

Archiviato da cestodiciliegie in: solidarietĂ , premi, soddisfazioni, race
Domenica scorsa, alla questa terza edizione della Race for the Cure di Bologna abbiamo assistito ad una partecipazione di pubblico davvero sorprendente: circa 6.000 gli iscritti al via, tra cui volti noti e molto amati come Gianni Morandi, Francesca Menarini (presidente Bologna Calcio) il cestista Augusto Binelli e i massimi rappresentanti delle amministrazioni locali. Le madrine della manifestazione sono state Maria Grazia Cucinotta e Rosanna Banfi, la quale rappresentava idealmente tutte le donne che come lei stanno lottando contro la malattia.
Le protagoniste della Race sono state come sempre le “Donne in Rosa” (a Bologna erano oltre 400), cioè donne che hanno affrontato personalmente il tumore del seno e che scelgono di rendersi intenzionalmente visibili indossando una maglietta ed un cappellino rosa. Un incoraggiamento forte a vivere l’esperienza della malattia in modo aperto e sereno ed un segnale importante per favorire un approccio culturale più positivo alle malattie tumorali.

I fondi raccolti con la Race for the Cure serviranno a finanziare come di consueto progetti concreti nella lotta ai tumori del seno in Emilia Romagna, sia della Komen Italia che di altre associazioni. Con i fondi raccolti dalla Race di Bologna dello scorso anno, sono stati finanziati sette importanti progetti, che si sono andati ad aggiungere agli oltre 100 già realizzati in questi anni: tra questi segnaliamo il “Villaggio della Prevenzione”, che si è svolto ieri ai Giardini Margherita per il terzo anno consecutivo, e con il quale è stato possibile offrire visite senologiche, mammografie ed ecografie gratuite ad un folto gruppo di donne disagiate.
E come “ciliegina sulla torta” (è il caso di dirlo) ecco le nostre note trionfali: la prima classificata della gara tra le “Donne in Rosa” è stata proprio Maura Malpighi, presidentessa del Ilcestodiciliege, con il tempo di 22’ 20’’. Ma c’è di più: per quanto riguarda la competizione tra squadre, Ilcestodiciliege ha vinto la palma della compagine femminile più numerosa. Brave, vero?
Ringraziamo gli organizzatori, i sostenitori e tutti coloro che hanno corso insieme a noi a Bologna contro il tumore al seno e...arrivederci al prossimo anno!

Per maggiori informazioni: Komen Italia